Quelli Che Il Cinema

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Quelli Che Il Cinema

I ragazzi che hanno appena compiuto vent'anni sono il cinema italiano di domani. Quali strade devono seguire? Come possono prepararsi alla sfida? Ecco i consigli di Tornatore e di tutti i nostri ospiti. I loro racconti ci hanno fatto riscoprire il fascino della settima arte.

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Stagione 1
Intelligenza artificiale e nuovi device. Telefonini che sono in grado di sostituire un'intera troupe. Computer che possono creare illusioni. Il fascino del cinema però rimane immutato anche se, per andare incontro ai nuovi consumi, si dovranno cambiare le strategie di marketing.
Sophia Loren e Marcello Mastroianni salgono a fatica le scale del Palais da Cannes. Sono pressati da una folla strabordante di fotoreporter e curiosi. Ecco il fascino brutale dei festival. Un luogo ineliminabile anche se Pasolini e gli altri tentarono di sopprimere la gara di Venezia.
Nei titoli di coda di un film sono sempre all'ultimo posto. Ma senza il genio artistico del loro lavoro, la nostra conoscenza del cinema sarebbe menomata. Ecco i misteri di un lavoro che sappiamo fare meglio di tutti. Anche quando ridoppiamo Claudia Cardinale o Tomas Milian.
Il rapporto fra cinema e musica è un mistero, dice Giuseppe Tornatore, ed Ennio Morricone è il più grande. Componeva le sue partiture di getto, in pochi minuti. Nel parterre dei musicisti c'è anche il timido Nino Rota. Ma come si scrive oggi una musica da film? Lo spiega Fabio Frizzi.
I trucchi di Bud Spencer e i ricordi delle scazzottate epiche di Mario Brega e Carlo Verdone: siamo andati a vedere come nascono le risse sui set. Gli effetti speciali però sono anche quelli dei make-up artist italiani che, sulla scia di Carlo Rambaldi, vincono gli Oscar.
Macchinisti ed elettricisti, runner e assistenti, registi e attori. Sul set di un film la confusione regna sovrana. Ogni volta, però, la magia si rinnova e una nuova opera prende vita. Succede grazie alla professionalità e al genio artistico di tutte le maestranze italiane.
Gli attori non sono bambole, sono persone, dicono i costumisti italiani. E hanno preso più Oscar di tutti gli altri. Un viaggio nell'arte di Danilo Donati, Piero Tosi, Gabriella Pescucci, Piero Gherardi, Milena Canonero e Franca Squarciapino fra i 180.000 abiti della Galleria Tirelli.
È la dimensione più autentica del linguaggio cinematografico. Le tecniche, però, sono cambiate in modo radicale. Dalle pellicole incollate con l'acetone fino alla rivoluzionaria pressa inventata da Catozzo, lo stesso che si permise di suggerire a Fellini il finale de La dolce vita.
Sono i protagonisti più visibili della storia del cinema. Il pubblico ricorda i loro volti e le loro voci. Ma la loro vita sul set non è facile. Lo spiega bene Stefano Fresi: davanti alla macchina da presa siamo nudi. I ricordi e gli aneddoti, veri o falsi, della vita degli attori, di oggi e di ieri.
Girare in esterni o in teatro di posa? Non è la stessa cosa! Trovare il luogo giusto richiede una competenza specifica, quella dei location manager. Spesso, però, le location sono truccate. Si gira a Roma ma si finge di essere in Scandinavia.
Una volta scritta la sceneggiatura, si passa allo "spoglio". Ogni singola pagina viene aperta, studiata, analizzata e la produzione si mette all'opera per organizzare i reparti e le agende degli attori. Succedeva ai tempi di Flaiano e Fellini e di Zavattini e De Sica, accade anche oggi.
Come nasce l'amore per il cinema? Cosa prova un regista la prima volta che si accendono le luci sul set del suo film? Ce lo raccontano, con nostalgia e con emozione, alcuni grandi talenti del nostro cinema: Giuseppe Tornatore, Pupi Avati, Marco Bellocchio, Costanza Quatriglio.
Chi sono i produttori? Il ritratto di uomini e donne con una visione sorprendente e l'audacia di rischiare il proprio patrimonio in un solo film un mestiere che mescola istinto artistico e lucidità razionale.
Quanto sono importanti gli sceneggiatori nella storia del cinema italiano? Figure che lavorano dietro le quinte, ma essenziali: senza di loro i film rimarrebbero sogni nel cassetto. Fra le tante, anche la grandissima Suso Cecchi D'Amico, la donna che dava consigli a Visconti e a De Sica.
Tornatore dice che i registi sono degli scrittori e, ogni tanto, i loro racconti diventano anche dei film. Ma come si fa a convincere un produttore a darti ascolto e soldi? Ecco i racconti, a volte esilaranti, dei pitch di Avati, Tornatore e di molti altri grandi del cinema.
Giuseppe Tornatore, Marco Bellocchio, Costanza Quatriglio, Pupi Avati insieme con tantissimi talenti dei set di tutt'Italia raccontano il genio e l'arte di quelli che il cinema lo fanno ogni giorno. È un racconto indirizzato a tutti quei giovani che sognano e che faranno i capolavori di domani.
Tornatore dice che i registi sono degli scrittori e, ogni tanto, i loro racconti diventano anche dei film. Ma come si fa a convincere un produttore a darti ascolto e soldi? Ecco i racconti, a volte esilaranti, dei pitch di Avati, Tornatore e di molti altri grandi del cinema.
Il direttore della fotografia è il primo collaboratore del regista. Scrive con la luce, come dice Vittorio Storaro, premiato tre volte con l'Oscar. La tecnologia progredisce continuamente, è vero, ma l'occhio degli artisti della fotografia si è allenato anche con i grandi capolavori della pittura.
Il reparto degli scenografi è il primo a partire quando nasce un nuovo film. Per costruire una storia bisogna sapere innanzitutto dove si svolge. A Cinecittà sono state allestite le scenografie gigantesche di Dante Ferretti per Martin Scorsese. E adesso c'è lo studio digitale più grande d'Europa.
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